incoerenze mostruose

Il mondo alla rovescia già lo si vede dall’urbanistica. Enormi casamenti lunghi mezzo chilometro edificati col mattone e con il cemento più o meno armato e mal rifinito: per fare in fretta. Per avere immediatamente un reddito.

Balconi prefabbricati applicati lungo uniformi facciate annerite dalle troppe brume inquinate. Da ogni cosiddetta terrazza, con il sole del mezzogiorno, calano orrende tende sfrangiate, rese ancora più orribili dagli assurdi colori. Tutto nell’inutile tentativo di nascondere scaffali, scope, gabbiette di pennuti domestici e satellitari orientati. Contenitori, dormitori, prigioni. Ma di convenienti ricavi.

Uno scenario oltraggioso proprio nello stile delle più o meno estinte repubbliche socialiste. Oggi diventato (oibò!) ordinario scenario di periferie capitaliste. Chi promuove, costruisce e difende simili ingiurie creandosi pure dell’utile?

Proprio coloro che dalle ville blindate dagli sguardi elettronici, screditano con insistenza demagogica, chi tenta di criticare i sontuosi redditi della speculazione fondiaria. Col rischio di essere accusati -se t’azzardi criticare il mattone capitalista- di voler “erigere” anche qui lo stile di vita delle repubbliche democratiche. Ormai, largamente presente in veste di… libero mercato.

Incoerenze mostruose? Perfino ridicole!