jeans vissuti

Vi sono alcuni valori che la storia umana assegna al passato ormai… passato: il senso dell’onore degli aristocratici, per esempio. Oppure il principio di carità dei movimenti etici, il patto di solidarietà dei ceti proletari. Oppure considerare ancora validi alcuni altri, come quel sempre frainteso concetto di libertà personale, che è il desiderio di essere se stessi, oppure quello più intimo di fraternità, che è lo stare bene insieme in un ambito sicuro, parlandosi e tessendo dei legami, creando cultura anche per sentirsi riconosciuti; infine quello di seppur minime uguaglianze di opportunità.

Ebbene parrebbe che il neoliberismo sia stato in grado di deteriorare progressivamente questo lotto di valori. Probabilmente solo un insano principio di carità è sopravvissuto al processo. Incluso un opaco concetto di libertà personale sul quale si potrebbe riflettere a lungo. Soprattutto sulle evidenti distorsioni del suo valore intrinseco, ormai declinato unicamente in un’egomania sfoggiata con l’arroganza tipica del sorpasso a… destra. Inoltre quell’illusione di essere liberi e originali  con le  t-shirt personalizzate e jeans strappati, anzi…”vissuti”, ha elevato l’alienazione mercantile quale unico “valore” perc/orribile. Non resterebbe altro, quindi, che constatare l’ingombrante presenza di tutta una filosofia di vita incentrata sull’idea di un’emancipazione etica dell’umanità attraverso un improbabile progresso consumistico: quindi, assegnata al regno della mercanzia e delle mode.

L’insana carità, si diceva: questo particolare obolo che la ricchezza autogestisce attraverso le leggi fiscali imposte a governi timorosi di perdere il contribuente facoltoso, e che la popolazione spesso assume per assurdi calcoli di competitività autopunitiva. Lasciti… lasciati prudentemente sgocciolare così da permettere alle categorie superiori di autoesonerarsi parzialmente dai quei doveri collettivi che tutti gli altri devono, invece, soddisfare fino all’ultimo centesimo del proprio reddito. Oppure ancora, quell’ambigua carità mirata, erogata dalle fondazioni multimiliardarie probabilmente per promuovere la propria immagine sociale.

Questo cinico meccanismo alimenta talvolta una delle tante illusioni narrative secondo cui la parte peggiore del neocapitalismo sia da imputare ai comportamenti immorali dei singoli, non quindi ascrivibile al meccanismo stesso che parrebbe, invece, uscire indenne da ogni critica che lo possa anche minimamente  sospettare di, viceversa, incentivare le derive che fanno scandalo per alcuni giorni di cronaca.